RECENSIONE: Doepfer A-101-1 Vactrol VCF

A-101-1 Vacrol VCF

Il Doepfer A-101-1 è storicamente il primo filtro implementato dalla ditta tedesca per la sua ormai mitica serie A-100.

IL PANNELLO

Provvisto di 3 ingressi frontali il 101-1 offre la possibilità di tre input monofonici contemporanei in formato TRS 1/8″, ciascuno livellabile grazie al potenziometro dedicato. Ciascun ingresso è dedicato ad una particolare forma di filtro, i soliti tre, LP, HP e BP. L’interessante in questa architettura sta proprio nei tre livelli dedicati che a seconda del mix impostato rendono il filtro flessibile e creativo. La mancanza di spazio, o la voglia di risparmiare, hanno fatto optare agli ingegneri Doepfer per l’omissione di qualsivoglia controllo in voltaggio dedicato ai singoli livelli, scelta un tantino discutibile in un ambiente modulare, anche se spesso ovviabile a monte dalla sorgente.

Gli ingressi di CV disponibili sono 5: tre per la frequenza di Cutoff , di cui due attenuabili, e due per la Resonance, di cui uno attenuabile.

Le uscite audio sono due, scelta davvero intelligente da parte loro: la prima, esponenziale quadratica, è sufficientemente affine al modello Steiner originale. La seconda uscita, a guadagno unitario, si dimostra più moderata, con una minore attitudine filtrante. Questa caratteristica è davvero lodabile. In un ambiente di mix stereofonico è utile poter riprodurre e registrare contemporaneamente due volte il medesimo segnale filtrato, per permetterci di scegliere dal banco o dalla DAW quale delle due utilizzare, nei rari casi in cui non si optasse per un configurazione stereo in cui si fanno uscire entrambi i canali. ATTENZIONE però in questo caso: talvolta ho sperimentato delle inversioni di fase impressionanti, per cui è possibile dover ricorrere ad un controllo di fase.

LA RESA SONORA

A Resonance zero il filtro si comporta normalmente, taglia dove deve e non colora particolarmente il segnale. Tende ad attenuare leggermente l’input, ma questo è abbastanza normale. Queste due caratteristiche sono in qualche modo un vantaggio e sinonimo di ragionevole progettazione. La leggera attenuazione serve per “preparare” il segnale in funzione di resonace molto elevate. La scarsa invasività a resonance zero invece è sinonimo di pulizia: quando è necessario si può intervenire solo sulla resa timbrica senza enfatizzare nessuna banda in particolare, o impregnare inopportunamente il sound delle caratteristiche estetiche del filtro. In poche parole una resonance a zero è un “bypass caratteriale”: il filtro risulta quasi trasparente. Dico quasi perchè non potrebbe esserlo per davvero date le caratteristiche abbastanza noisy del progetto. In ogni caso l’intervento è minimo. Naturalmente in corrispondenza delle posizioni LP tutto aperto, a dieci, o HP tutto chiuso, a zero, la pulizia è più evidente.

A resonance 5, ovvero a metà corsa, il filtro comincia a farsi sentire. A seconda dell’uscita utilizzata, le quali forniscono due differenti rese sia tonali che di livello, il filtro appare più o meno presente nel suono ma comunque inequivolcabilmente “acceso”.  Basse profonde ed alte più frizzanti. In particolare in quest’ultime si notano variazioni timbriche più taglienti e moderne.

A resonance 7/8, a seconda del livello in ingresso e dell’uscita selezionata, l’A-101-1 da il suo meglio, che è decisamente buono: timbri aggressivi, netti e moderni, molto più presenti ed in faccia. Decisamente positive risultano le rese in LP con cutoff alti per timbri leader, chiudendo la frequenza di taglio invece si ottengono basse profonde e cremose, fino all’autoscillazione più pericolosa. Buono anche il circuito HP impostato a cutoff medio, 5 o 6.

I CIRCUITI

Dotato di 4 trimmer posteriori, dedicati alla regolazione fine del punto centrale di intervento manuale/CV-in sia di cutoff che di resonance, risulta abbastanza semplice intervenire per “aggiustare” il filtro secondo le nostre esigenze, sebbene gli ingegneri della Doepfer abbiano fatto di tutto per rendervi il più possibile esoterica ed “a vostro rischio e pericolo” l’operazione. Senza una scritta sul pcb, niente foglietti o manuali, solo la paginetta web sul sito, peraltro niente di che. E vabbè.

I Vactrol: quando suonano, suonano bene. Dico così perchè ho avuto la sfortuna, spero piuttosto rara, di diventare il felice possessore di un unità non del tutto perfetta perfetta. Diciamo che la resonance è un pò scioperata, lavora a sua discrezione. Il problema sta in un cattivo contatto a livello circuitale, dove una piazzola di aggancio di un vactrol è difettosa. Il vactrol è, in questo caso, un componente composto da un led ed un elemento fotosensibile accoppiati. E’ un metodo intelligente per “pulire” o separare i segnali di CV. In questo caso pulisce un pò troppo a fondo perchè a causa del maledetto contatto difettoso il segnale s’interrompe, mandando il messaggio ai circuiti successivi: resonance=0. E così niente resonance. Una rapida sostituzione risolverà il difetto, ma non il giramento di c.

I contatti: io adoro gli ingegneri Doepfer perchè i loro lavori spesso brillano per inventiva “picassiana”: se ti serve fare qualcosa di ingiustificatamente complesso a partire da qualcosa di indubbiamente semplice chiama loro. Inventano. Quello che in particolare mi ha stupito è la scelta di collegare i led/spia del pannello anteriore al percorso dei vactrol tramite sottili filamenti di stagno sospesi nel nulla, ad angolo di 90°. Queste due “autostrade elettroniche” formano due lunghi e suggestivi ponticelli simili a sovrappassi o tangenziali a scavalcare un potenziometro. Il tutto, sicuramente “affascinante”, non è certo troppo solido, ed i risultati si vedono. Li ammiro perchè in fondo se ne fottono.

CONCLUSIONI

Quando funziona spacca. E’ un ottimo filtro moderno e flessibile, dal carattere deciso sulle alte ed acquoso sulle basse. I potenziometri lavorano su range piuttosto ampi ed i trimmer posteriori aiutano il setup. Con un briciolo di fantasia nel patching e la sorgente audio e CV giusta è difficile non ottenere un sound nettamente migliorato specie su lead e bassi di origine digitale. Sono convinto infine che la mia “disavventura” sia un fatto isolato anche se alcune scelte progettuali sembrano aver aiutato il fato o, per dirla in francese, la sfigaccia nera.

A-101-1. I collegamenti incriminati sono quelle invisibili strisciolette di metallo avvoltolate in una gommina. Build like a tank proprio. In primo piano sulla sinistra si nota la coppia di vactrol dedicati al cutoff, nonostante la scarsa qualità della foto.

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