RECENSIONE: MFOS MiniSynth clone n.006 by FT Elettronica

DSCN6848

A un certo punto un mio amico, in debito con me per un mix (finalmente) completatogli, mi propone: “ma a me serve un analogico, magari un drone, che ne dici di questo?” L’annuncio su mercatino musicale sembrava interessante. Telefono. Chiedo due dritte, butto lì un paio di “ma il CV è standard Moog?” e “lo assembli smd o a discreti?”. Risposte calibrate di uno che sa cosa dice. Ok, prendiamolo.

Diciamo che non credevo proprio di poter essere nuovamente così stupito da una macchina: a mio parere è, lo dico già, molto molto meglio del drone di Archer. Poi sono gusti, ma per me non c’è paragone. Se mi trovassi su un’isola deserta e fossi costretto a fare droni dalla mattina alla sera (ma perchè??) chiederei a gran voce questa macchina tutta la vita. Si lo so è un esempio del cavolo. Ma ora vi spiego perché insisto tanto.

Come si nota, e se non si nota ve lo dico io, questo FT Elettronica, prodotto dall’abile Valerio Tersigni (  http://ftelettronica.blogspot.it/  ), è un clone di un famoso circuito DIY di Music From Outher Space. Detto MiniSynth, questa scatoletta contiene tutto un piccolo arsenale rumoroso in perfetto stile MFOS.

Esso è composto da:

– 2 VCO di cui parliamo perchè bisogna parlarne

– 1 Noise generator

– Mixer sommatore per le 3 sorgenti appena menzionate

– 1 LFO con possibilità di gamma audio

– 1 EG con regolazione di Attack e Release volendo molto rapidi e funzione di Auto Loop (!)

– 1 VCF risonante

– 1 VCA con Level controllabile da LFO ed EG ed un controllo di Volume di massima

– 2 CV VCO In

– 1 CV GATE In

– Mono Out

Ecco fatto. E’ stato semplice. Ed in effetti sulla carta appare molto semplice questa macchinettola, forse fin troppo. In realtà il progetto è di quelli caldi sia per possibilità timbrico-dinamiche sia per lo stupefacente risultato sonoro che spesso si ottiene. Non solo infatti il Minisynth si propone versatile e flessibile ma anche, e soprattutto, la sua pasta sonora non ha davvero nulla da invidiare ad un Vojager da 3000 euro. Ovviamente con i 2730 euro che spendi in più hai una macchina molto più stabile, semplice da controllare, con il ladder (come vedremo il punto debole di questa macchina è proprio il filtro purtroppo), con memorie, midizzata eccetera, quindi una macchina che usi per fare un pezzo. Un drone MFOS invece se entra in un tuo brano dovrà essere o un brano di ispirazione dronica, soundscapes e simili, o viceversa qualcosa di più danzereccio ma al prezzo di domeniche intere passate a fare editing ed aggiustamenti delle take. Questa è una macchina sperimentale, che fa dell’imprevedibilità il suo punto forte e dell’errore un vantaggio. Se ti va bene è così, se no accendi il Moog.

DSCN6852

VCO.

Gli oscillatori sono, come sappiamo, la sorgente del suono di un synth. E questi oscillatori sono, per scelta costruttiva, davvero tanto “analogici”, nel senso di instabili e selvatici, ma anche potenti. Messo solo il VCO1 tutto al palo, e filtri aperti e VCA a manetta, se confrontato con il Vojager siamo abbastanza oltre la metà corsa del pot dedicato al VCA. Contando che il Vojager esce bello tosto, volendo, è già un risultato. Ho usato synth molto meno presenti, anche analogici. Riguardo poi, appunto, l’analogia, “l’errore”, capita spesso di ottenere “esondazioni” di modifiche assolutamente non volute tra moduli fisicamente vicini, ma, almeno in teoria, non comunicanti! Sbagli questi che donano assoluta personalità al synth. Diciamo così: questa macchina è mezza ubriaca, e va benissimo così.

VCO1: è una semplice dentaccia di sega con l’unico parametro editabile, la frequenza, controllabile da extCV, LFO ed EG (che, ricordo, possiede funzione di LOOP!). Nel caso in cui si utilizzino le modulazioni in voltaggio al di sotto dei 20Hz otteniamo rapidamente le classiche sweep di frequenza, feature molto comoda per ottenere campioni “utilitaristici” da infilare in qualche traccia dance. Nel caso invece si voglia “drogare” la dente di sega con frequenze in gamma audio, zona nella quale sia l’LFO sia l’EG in loop si trovano rapidamente a proprio agio, allora si ottengono amabili “brutture da sync”, toni metallici ed intensi, battimenti ampi e pulsanti o lentissimi ed avvolgenti. Spettacolari le modulazioni sommate, ottenute semplicemente “accendendo” i controlli relativi ad ambedue LFO ed EG sul medesimo oscillatore. Con un minimo di attenzione si riesce ad intonare le tre sorgenti ed allora il timbro risulta totalmente instabile e vitale, talvolta psicotico radioattivo.

Nota: capita talvolta, come già accennato, di introdurre modifiche ad un dato parametro in maniera involontaria. E’ il caso della FREQ del VCO1 effettata, a quanto pare senza ragione, dalla FREQ del VCO2. Lo stesso vale per il tono di fondo del Noise, anche se quest’ultimo risulta, per lo meno sulla mia unità, subire pure l’intonazione dell’LFO, caratteristica del tutto affascinante, sebbene “errata”, almeno in teoria, ma che giova molto sull’aspetto avvenente ed esoterico della macchina tutta.

VCO2 waveshape: quanto detto per il primo oscillatore è assolutamente valido anche per il secondo, ovvero anche il VCO2 è provvisto di contatti per modulazioni external, LFO ed EG, è instabile ma potente. La forma d’onda però in questo caso è selezionabile. Troviamo la medesima dente di sega del VCO1 o, volendo, una grassa quadrata con il 50% messo un po’ a caso, ma in grado di stringersi fino al “polvere su vinile” (se obbligato da qualche CV in gamma audio) in puro stile Korg MS-10. A me piace il “polvere su vinile”, non so…

Poi questa PW è manovrabile anche da LFO tramite contatto prepatchato. E’ un po’ un peccato, ma anche un pregio volendo, che questa configurazione accentui un certo piuttosto evidente detune sempre presente su entrambi gli oscillatori in special modo se l’LFO è impostato in modalità LOW range. Essendo sempre, ma davvero sempre, presente questo detune è la chiave per dronacci cadenti e ripetitivi dalle migliaia di sfaccettature. Tuttavia può risultare sufficientemente fastidioso da indurvi a mantenere il circuito di LFO costantemente in gamma audio (HIGH range), posizione attorno alla quale l’effetto “scompare” (se non routato verso VCA, nel qual caso si sente eccome).

VCO2 hardsync: noto, a riguardo di questo parametro, una certa attenzione alla “cosa tecnica”. E’ una tipologia di sync non del tutto musicale, quella di Moog, che è forse la più appariscente che conosca, si dimostra più suonabile e canterina. Ma niente male comunque. Il VCO2 è slave assoluto e si passa da battimenti pulsanti e ritmici a posizioni armoniche granitiche, fino ad arrivare alla “motocicletta dei videogiochi”, nota feature di prestigio.  🙂   E’ da sottolineare come capiti talvolta, in posizione syncata, di ottenere, su bordone elettromagnetico instabile, vere e proprie campane tibetane seguenti macrocicli ritimici del tutto imprevedibili. Peccato che solitamente le si vede in contemporanea di forti distonie tra VCO1 e 2, non del tutto piacevoli diciamo.

Il VCO2, come già accennato, possiede una PW modulata di default dal’LFO (disattivabile), e controlli di CV provenienti a scelta da ExtCV, LFO ed EG.

NOISE GENERATOR.

Tipo del tutto per niente un classico noise. Proprio un generatore di bianco atipico. Si sente di tutto: oltre alla classica distribuzione “socialista” delle energie, la caratteristica più appariscente è notare abbondantemente i riflussi della frequenza e della shape del VCO2 in somma alla frequenza e shape del circuito di LFO. La cosa è alquanto strana e, cristo, sbagliata. Ma diciamola anche tutta però, quando apri il livello del noise, cioè, cosa vorresti ottenere se non bordello acustico? E infatti. Non una volta che il withe noise di questa macchina sia, nell’ordine: 1. white,  2. identico alla volta prima. La caratteristica di avere l’LFO (sia high che low) così strettamente “addosso” fa di questo Noise generator un vero e proprio latore di aspre benvenute sorprese, sempre se si è dell’umore giusto, s’intende.

VCF.

Spegniamo sto dannato Noise gen e dedichiamoci al filtro un attimo. Ok, leviamoci subito il dente: forse come filtro non è l’apice della masturbazione della sintesi. Ho sentito di meglio. Perde in confronto con il Ladder, e vabbè, perde abbondantemente se messo vicino al Polivoks, niente da fare neanche contro l’smd di Sherman. Se la gioca però con il CEM ed è quasi pari e patta anche con il Korg35, anche se preferisco ancora il Korg.

E’ un 12dB/oct, risonante, con resonance non proprio violenta. LP / BP. Non autooscilla ma ciò è sicuramente dovuto ad impostazioni dei trimmer interni, che volentieri tra qualche settimana ci gioco dieci minuti. Sapete, il vero motociclista è quello che fa la curva, poi la volta dopo la fa un po’ più veloce, poi ancora ed ancora finchè non si spalma contro la parete rocciosa. Ecco, infognarsi di sintesi ed andare ad aprire gli chassis per regolare i trimmerini se volete ha lo stesso significato, senza tuttavia il rischio della Stradale…

CUTOFF: niente di che, taglia ed è stabile. Forse è la parte più ferma di tutta la macchina, cosa che, a questo punto, è un difetto. Piuttosto uniforme su tutta la gamma, si ferma tuttavia a ridosso dei 40Hz in basso ed, all’atro estremo, tocca i 15-20KHz. Da questo punto di vista è un ottimo filtro, sapientemente calibrato.

In posizione BP schiarisce molto il segnale e, nella fase bassa, inserisce chiaramente un’immodesta sensazione di HP. Ma ci dicono che è un BP, fidiamoci.

Ancora a riguardo della frequenza di taglio sarebbe ingiusto non sottolineare l’unica peculiarità creativa davvero degna di nota di questo circuito: esiste una zona ad inizio corsa, ma saranno due millimetri emmezo, in cui il filtro “spegne” il segnale. Eh beh, cosa c’è di strano? Sta tagliando tutto quello che può. Ma, per lo meno in BP, la cosa non dovrebbe essere, a meno che io non stia alimentandolo con frequenze nettamente superiori ai 40-50Hz. Ed allora? E’ solo un errore di progettazione/messa a punto? Non sono dell’idea, onestamente. Credo invece sia assolutamente voluto. Ecco perchè: in questa zona terminale, la parte inferiore sinistra del pot, in una data specifica condizione, ovvero LFO in gamma audio (HIGH range) routato su VCA, si genera, forzando il filtro nella posizione in questione, un immeritato, violento, tonico schiaffo di oscillatore puro. E quale oscillatore? L’LFO, signori. Ebbene si, in questa specifica posizione tu non sai perchè ma il filtro, chiudendosi, lascia passare, ma forte, il segnale di LFO, che in questo momento muove il VCA. E’ un incremento innaturale e molto evidente ed, essendo “puro”, mentre il timbro sentito fino a poco fa con il cutoff leggermente più aperto erano gli oscillatori che, passando nel VCA, si “sporcavano” di LFO, appare evidentissimo e molto molto moderno. So che è un po’ contorto ma cercate di seguirmi ancora un attimo. La figata a questo punto è muovere il cutoff. Ovvio. Con l’EG in loop obblighiamo dunque il filtro a compiere inviluppi a ridosso della “zona calda”, quei primi due millimetri, e ciò che ne otteniamo sono variazioni tematiche enfatiche, bollenti, molto molto “dubstep”, se mi si concede il termine. Sapete no quelle sweep di filtro che appartengono palesemente ad un altro timbro, inserite forzatamente tramite un editing digitale accurato? Ebbene, eccole qua. Il problema ora è mettere tutto a 83bpm…  🙂

RESONANCE: non sufficientemente enfatica, risulta lavorare bene verso fine corsa. Non è la parte meglio riuscita del progetto, ma a mio parere è solo una questione di regolazione fine interna.

SOMMATORE. Sopporta bene tutti e tre i livelli anche se stressato. Pulito, affidabile, logaritmico.

EG. La vocazione artistica passa molto per l’EG. In modalità Repeat Off si può impostare un inviluppo AR e, premendo il pulsante centrale, muovere i moduli ad esso collegati, VCO, VCF  e VCA. Accorgimento piuttosto elegante è stato il destinare a questa funzione due modalità: Trigger e Gate On, che consentono più “automatismo” o più “espressione” a seconda. Molto intelligente poi l’inserimento della mitica funzione di loop che, con un inviluppo AR dai tempi così fulminei, consente di entrare davvero in gamma audio e, con un poco di pazienza, mandare in risonanza tutto quanto. Abbiamo così un secondo LFO, o addirittura VCO. Contando che questa frequenza non solo è routabile a Freq dei VCO1 e 2, ma anche a VCF e VCA. Possibilità davvero ampie in 4 pomelli. Stupefacente classificato, provoca assuefazione.

LFO. Sulla mia unità l’LFO è cablato strano. Abbiamo parlato io e Valerio e ci credo quando mi dice di aver controllato bene e seguito alla lettera il progetto. In ogni caso dopo le prime sette ore di brancolamenti nel buio ho imparato a memoria le posizioni corrette di shape, che si ottengono con la combinazione incrociata di due switch a due e tre posizioni, delirium tremens. L’LFO poi è pur sempre un terzo oscillatore che, oltre a produrre CV, suona, e si sente, se messo, come si diceva, a modulare il VCA.

Nota: e se modula il VCA non è che tu puoi scegliere di non sentirlo. Te lo becchi, punto.

DSCN6856

EXT CV input.

Con questi ingressi si pilotano le frequenze dei VCO ed il comando di GATE. Difficili da domare, sono tuttavia l’unico modo per dare una parvenza di clock a questo drone.

A proposito di questo modulo, ho notato una cosa interessante. L’altro giorno giocavo e controllavo un VCO, metti l’1, da un LFO esterno. Quello faceva le sue cose. Lasciato lì a caso c’era un cavo staccato, anch’esso portante un LFO proveniente da chissà dove. Ci ho un messo un bel po’ a capire che quella roba strana che sentivo ogni tanto era il segnale appartenente al cavetto staccato che, a contatto con lo chassis, “si sentiva”, non so perchè. Fantastico.   🙂

VCA.

Passa tutto da li. VCO’s, filtro, noise. Le stesse modulazioni di LFO ed EG possono effettare anche l’ampli ed in una semplice mossa vi aggiudicherete un’instabilità perpetua, le enarmonie più assolute, battimenti alieni ed una stupenda lavatrice con carica dall’alto.

Nota: accendi la macchina. Azzeri tutto. VCO a zero, filtro a zero. Mandi un segnale pulsante in loop dall’EG verso il VCA. La macchina fa una cassa! E pure bellina! Più apri il Level più schiarisce, come compressa. Se muovi un po’ l’Attack ammorbidisce, slittando sull’acustico, mollando via via la tensione della pelle. Il Release si occupa dei bpm. Funzione davvero molto interessante figlia di quella particolare “zona LFO”  del Cutoff di cui si diceva poc’anzi.

Infatti pure l’LFO agisce a VCO’s “spenti”, se routato sul VCA, producendo però rumoretti e casse per lo più bruttarelle, mentre propriamente oscillando peso se portato in gamma audio.

QUANDO LO SPEGNI.

E’ proprio perchè se no domani sono cazzi, e domani è tra 3 ore. Le possibilità timbriche e ritimiche sono elevatissime e di autentico metallo fuso. Questa configurazione a “CV a spaglio”, dove muovi un pomello qua e va tutto a banane, è interessantissima: primo, da un carattere unico e personale alla macchina. Due, allunga la curva di apprendimento, che comporta più cose da imparare, ma anche più spunti creativi. La creatività è permettersi di sbagliare e saper tenere solo gli errori migliori. Questa macchina per sbagliare lei c’è. Poi per il resto te la cavi con Logic.

Se dovessi consigliare un MFOS MiniSynth lo farei a quei musicisti che hanno davvero voglia di stupefarsi con la timbrica. Non è questa una macchina da suonare nel senso stretto del termine. Il MFOS fa un po’ lui, è davvero imprevedibile alle volte. E’ forse la macchina più organica e pensante che possiedo, ed in questo batte di qualche metro il drone texano.

Annunci

One thought on “RECENSIONE: MFOS MiniSynth clone n.006 by FT Elettronica

  1. Pingback: RECENSIONE: MFOS MiniSynth clone n.006 by FT Elettronica COMPLETATA | stefano bersanetti - docente e tecnico audio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...